La Mostra del Cinema di Venezia 2025 caccia i muscoli e annuncia un super concorso con 21 titoli tra cui quelli di Guillermo Del Toro, Yorgos Lanthimos, Jim Jarmusch, Park Chan-Wook, François Ozon, Noah Baumbach e tanta tanta Italia.
Sono cinque infatti i film nostrani che gareggeranno per il Leone d’Oro, a partire da Paolo Sorrentino che con “La Grazia” aprirà l’edizione numero 82 il 27 settembre. Nessuno spoiler sulla storia, ma il direttore Alberto Barbera anticipa che sarà un’opera di «un’originalità imprevedibile». Unica certezza è la presenza di Toni Servillo, al loro settimo set insieme, affiancato da Anna Ferzetti. «L’entusiasmo sul set era immutato. Una volta un produttore amico ci disse che ci eravamo fatti del bene reciproco. Aveva ragione perché tra di noi esiste un profondo legame umano oltre che professionale» ha dichiarato l’attore alla platea di Giffoni Film Festival.

Toni Servillo sul set di “La Grazia” (photo by Andrea Pirrello)
Pietro Marcello presenterà “Duse”. «Un film che ha rappresentato un viaggio straordinario, iniziato proprio a Venezia: una città unica in cui ho vissuto e dove sempre ho sognato di girare. Il rapporto costruito con tutto il meraviglioso cast e con la protagonista, Valeria Bruni Tedeschi, artista unica, mi ha permesso di lavorare in una dimensione di rara sintonia creativa. Oggi desidero esprimere la mia felicità nel sapere che insieme riporteremo il film là dove tutto è iniziato, presentandolo al pubblico del festival di Cinema più antico del mondo» ha dichiarato il regista casertano.

Valeria Bruni Tedeschi in “Duse” (foto di Erika Kuenka)
Ancora un campano, l’ischitano Leonardo Di Costanzo, torna in gara con “Elisa”, liberamente ispirato agli studi e le conversazioni dei criminologi Adolfo Ceretti e Lorenzo Natali nel saggio “Io volevo ucciderla”, scritto con Bruno Oliviero e Valia Santella. «Partecipare in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia con Elisa – dichiara Di Costanzo – è per me un onore e una responsabilità. Questo film nasce da una riflessione iniziata con Ariaferma e proseguita in direzione più intima e spiazzante: raccontare non il crimine in sé, ma il percorso interiore di chi lo ha compiuto. In Elisa ho cercato di restituire la complessità di una figura capace di dolore, freddezza, manipolazione e in fondo anche di una umanissima richiesta di ascolto. Mi auguro che il film sappia porre domande, più che offrire risposte, e che possa generare nel pubblico quello stesso spaesamento etico e affettivo che ha guidato il mio sguardo durante la scrittura e la regia. Ringrazio la Mostra per aver accolto questo lavoro così delicato e per avergli dato l’opportunità di essere condiviso in uno spazio così autorevole». Nel cast Barbara Ronchi e Valeria Golino.

Barbara Ronchi in “Elisa”
Parla napoletano anche il film di Gianfranco Rosi, – già Leone d’Oro, Orso d’Oro, Premio EFA e candidato agli Oscar – dal titolo “Sotto le nuvole”. «Ho girato e vissuto per tre anni all’orizzonte del Vesuvio – racconta Gianfranco Rosi – cercando le tracce della Storia, lo scavo del tempo, ciò che resta della vita di ogni giorno. Raccolgo le storie nelle voci di chi parla, scruto le nuvole, i fumi dei Campi Flegrei. Quando filmo accolgo la sorpresa di un incontro, di un luogo, la vita di una situazione. La sfida del racconto è assecondare l’inquadratura, mentre le storie prendono vita. Il tempo del film è la fiducia di quell’incontro. Ho girato in bianco e nero, ho guardato in bianco e nero. Mentre filmavo, tra il mare il cielo e il Vesuvio, scoprivo un nuovo archivio del vero e del possibile».

“Sotto le nuvole” di Gianfranco Rosi
Quinto film italiano in concorso è quello di Franco Maresco, “Un film fatto per Bene”, il pretesto del racconto è un film mai realizzato su Carmelo Bene, le cui riprese vennero bruscamente interrotte dopo l’ennesimo incidente sul set dal produttore Andrea Occhipinti. «Da tempo mi sono accorto che ogni mio film – spiega Franco Maresco – non è stato altro che una trappola in cui mi andavo a infilare con impietoso autolesionismo. Stavolta però, per la prima volta, ho paura che non ne uscirò bene, diciamo tutto d’un pezzo. Avrei dovuto dare ascolto ai consigli della signorina Filomena, la vecchia maestra che mi faceva il doposcuola alle elementari, la quale mi ripeteva sempre la storiella della gatta e del lardo, ma ormai è tardi per pentirsi. Tra l’altro nel frattempo il lardo è pure finito».

“Un film per Bene” di Maresco
Tornando agli autori già annunciati, attesissimi sono il “Frankenstein” di Guillermo Del Toro con Oscar Isaac, Jacob Elordi, Christoph Waltz, “Bugonia” di Yorgos Lanthimos con Emma Stone, coppia che si aggiudicò il Leone d’Oro nel 2023 con con “Poor Things”, “Father Mother Sister Brother” di Jim Jarmusch con Tom Waits, Adam Driver, Mayim Bialik, Charlotte Rampling, Cate Blanchett, e ancora “L’étranger” di François Ozon, “Eojjeol Suga Eopda (No Other Choice)” di Park Chan-Wook, “Jay Kelly” di Noah Baumbach con George Clooney, Adam Sandler, Laura Dern.
Fuori concorso è interessante segnalare Luca Guadagnino con “After the Hunt” che poterà al Lido Julia Roberts (sarà la sua prima volta alla Mostra) e Andrew Garfield, e la serie “Portobello” di Marco Bellocchio, di cui verranno mostrati i prime due episodi.
