Nel cuore pulsante di Napoli, dove la pizza è molto più di un piatto, L’Antica Pizzeria Da Michele alza ancora l’asticella e trasforma la sua leggenda in esperienza. Benvenuti nel nuovo Museo della Pizza: un viaggio immersivo tra heritage, mani infarinate e storie che sanno di forno a legna.
Conosciuta come il “Tempio della Pizza”, oggi con oltre 80 sedi sparse in cinque continenti, la storica insegna della famiglia Condurro apre le porte del suo mondo più autentico. Il debutto? In perfetto stile partenopeo: taglio del nastro, profumo di impasto appena sfornato e assaggio obbligato della mitica pizza a ruota di carro.
Ma qui non si tratta solo di nostalgia. Il museo è pensato come un ponte tra passato e futuro, un racconto che prende forma stanza dopo stanza. Tra documenti inediti, licenze storiche e fotografie d’epoca, si ripercorre l’evoluzione della pizzeria dal 1870 a oggi. E poi gli oggetti del mestiere: pale in legno, madie, impastatrici manuali, custodi silenziosi di un’arte tramandata da generazioni.
Non manca il lato pop: tra le pareti del museo trovano spazio anche i momenti iconici che hanno reso Da Michele un fenomeno globale. Dalla visita di Julia Roberts durante le riprese di “Mangia, prega, ama” alle incursioni di celebrità e personalità italiane, ogni angolo racconta una storia che va oltre la pizza.
“Questo museo non appartiene solo alla nostra famiglia, ma a Napoli e a tutti coloro che, nel mondo, vedono nella nostra pizza un simbolo di amore e semplicità”, racconta Sergio Condurro. E in effetti, tra i cimeli, si respira proprio questo: passione, sacrificio e la gioia di aver conquistato intere generazioni con un disco di pasta perfetto.
Il Museo della Pizza è aperto tutti i giorni in via Sersale, a due passi dalla sede storica. Per chi vuole andare oltre l’assaggio, c’è la “Da Michele Experience”: una masterclass su prenotazione per mettere letteralmente le mani in pasta e imparare i segreti della vera pizza napoletana.
Dal 1870 a oggi, L’Antica Pizzeria Da Michele continua a essere un punto fermo, e ora anche un luogo da esplorare. Perché certe storie non si raccontano soltanto: si vivono, morso dopo morso.






