Ecco i trionfatori della 79esima kermesse del Cinema di Cannes, svelati presso il Grand Théâtre Lumière.
A presentare la serata l’interprete Eye Haïdara.
A decretatre i premi la giuria guidata dal regista coreano Park Chan‑wook, Demi Moore, Ruth Negga, Laura Wandel, Chloé Zhao, Diego Céspedes, Isaach De Bankolé, Paul Laverty e Stellan Skarsgard.
Palma d’oro a Fjord
Il massimo riconoscimento è andato a Fjord di Cristian Mungiu.
L’opera vede come interpreti Sebastian Stan (recentemente nelle sale nei panni di un giovane Donald Trump in ‘The Apprentice’) e Renate Reinsve, presente lo scorso anno sulla Costa Azzurra con ‘Sentimental Value’).
Al centro i parenti Gheorghiu, un nucleo rumeno-norvegese assai credente che va a vivere in un paese posizionato sulla punta di un’insenatura.
Quando i docenti notano delle ecchimosi sul ragazzo più grande dei Gheorghiu, la popolazione si domanda se l’origine sia legata ai metodi educativi rigidi usati dai genitori.
Grand Prix per Minotaur
Il Premio speciale è andato a Minotaur di Andreï Zvyagintsev, autore dissidente russo.
Un’opera che rappresenta una presa di posizione, e narra le vicende di un commerciante russo e la sua quotidianità serena prima del conflitto in Ucraina.
Gleb, un quadro aziendale è sul punto di licenziare il personale, mentre scopre la relazione extraconiugale della consorte Galina.
Il racconto comincia come un giallo psicologico e privato, ma , come di consueto nelle opere di Zvyagintsev, la tensione interna all’abitazione si tramuta nell’emblema di una frattura più vasta, sociale, che colpisce una nazione intera e, globalmente, l’umanità.
Miglior regia “La bola negra” e “Fatherland”
Javier Calvo e Javier Ambrossi con ‘La bola negra’ e Pawel Pawlikowski con ‘Fatherland’ ottengono a pari merito il premio alla Miglior regia alla 79esima manifestazione di Cannes.
Premio della giuria a The dreamed adventure di Valeksa Grisebach
Il Premio del comitato guidato da Park Chan-wook, alla 79a kermesse di Cannes, è andato a The dreamed adventure di Valeska Grisebach.
Efira e Okamoto migliori attrici con “All of Sudden”
Virginie Efira e Tao Okamoto ottengono il premio per la Miglior recitazione femminile per “All of a Sudden” di Ryusuke Hamaguchi.
A consegnarlo l’attore Pierfrancesco Favino che ha mostrato sul palco la sua ottima pronuncia per introdurre le premiate.
Il Premio per lo script conferito dal comitato guidato da Park Chan-wook alla 79a kermesse di Cannes, è andato a Notre Salut (Un uomo del suo tempo) di Emmanuel Marre.
L’autore ha iniziato la sua allocuzione ringraziando le maestranze: «Sono loro, innanzitutto, a concretizzare l’arte».
Marre, nelle sue parole, contesta ogni tipo di «sopruso, il desiderio di prevaricare e di tutelarsi escludendo il prossimo» e «quei soggetti che agiscono da capetti, da titolari o da patriarchi, e che, quando guidano una Nazione o un’attività, emarginano, attaccano e compiono stermini», termina.
Macchia e Campagne miglior attori per Coward
Emmanuel Macchia e Valentin Campagne ottengono il premio per la Miglior recitazione maschile per “Coward” di Lukas Dhont.
Il film narra le vicende di un giovane soldato sul territorio belga nel corso della Grande guerra.
E del contatto con un sodalizio di persone che, tramite la recitazione e l’espressione, tenta di edificare una fragile oasi di autonomia nel mezzo della brutalità del conflitto.
Miglior cortometraggio
“Para los contrincantes” di Federico Luis ottiene il premio al Miglior corto.
La vicenda, collocata nella zona popolare di Tepito, osserva un adolescente che fa i conti col grande traguardo locale, mutarsi in un professionista della boxe.
La Caméra d’or a Ben’imana
Ben’imana di Marie-Clémentine Dusabejambo, mostrato nella categoria “Un Certain Regard” alla 79esima rassegna di Cannes, ottiene La Caméra d’or, riconoscimento conferito al miglior debutto.
La vicenda è collocata nel Ruanda del 2012, successivamente ai massacri contro i Tutsi.
