Dopo l’annuncio della selezione ufficiale per l’81esima edizione del Festival del Cinema di Venezia è subito partita la caccia ai titoli più interessanti che animeranno le sale nella prossima stagione cinematografica.
Il caos e la follia tornano al Lido con “Joker: Folie À Deux”. Dopo il trionfo del 2019, Joaquin Phoenix riprende il ruolo di Arthur Fleck, affiancato dalla magnetica Lady Gaga nei panni di Harley Quinn. In questo attesissimo sequel, la storia esplora la pericolosa relazione tra i due personaggi nel famigerato Arkham Asylum. Sarà un’esperienza cinematografica indimenticabile che mescola dramma e musical in un esperimento audace e innovativo.
Tim Burton riporta in vita lo spirito irriverente di Beetlejuice. Il sequel dell’iconico film del 1988 vede il ritorno di Michael Keaton, affiancato da Jenna Ortega, nuova stella di “Wednesday”, e la sempre affascinante Monica Bellucci. L’apertura fuori concorso promette di essere una celebrazione del bizzarro e del meraviglioso, con un cast stellare pronto a sorprendere.

Tim Burton
Dopo i successi di “Suspiria” e “Bones and All”, Luca Guadagnino presenta “Queer”, un adattamento del romanzo di William S. Burroughs. Ambientato nella decadente Città del Messico degli anni ’40, il film racconta l’ossessione del protagonista, interpretato da Daniel Craig, in un mondo di espatriati e personaggi al margine. Un viaggio sensuale e inquietante alla ricerca di un significato profondo e oscuro.
Jude Law e Nicholas Hoult sono i protagonisti di “The Order”, un thriller poliziesco ambientato nel 1983. Diretto da Kevin Flynn e Gary Gerhardt, il film segue un agente dell’FBI che si scontra con un gruppo di pericolosi terroristi. Un racconto di crimine, radicalismo e tensione che promette di tenere il pubblico con il fiato sospeso.
Pedro Almodóvar dirige un cast eccezionale con Tilda Swinton, Julianne Moore e John Turturro in “The Room Next Door”. Questo primo film completamente in inglese del regista esplora la guerra, la morte e il piacere attraverso gli occhi di due donne intrappolate in una casa nel New England. Un dramma intenso che promette di toccare corde profonde e universali.
Pablo Larraín continua la sua esplorazione delle grandi figure femminili del Novecento con “Maria”. Angelina Jolie interpreta Maria Callas, la leggendaria cantante lirica, in un ritratto che si concentra sui suoi ultimi giorni nella Parigi degli anni ’70. Con un cast che include Pierfrancesco Favino e Alba Rohrwacher.
Brady Corbet torna con “The Brutalist”, un dramma che segue la vita dell’architetto László Toth, interpretato da Adrien Brody, esplorando temi di immigrazione e ambizione. Halina Reijn dirige Nicole Kidman e Antonio Banderas in “Babygirl”, un thriller erotico che indaga una relazione complessa e pericolosa tra una donna d’affari e il suo giovane assistente.
Sono cinque i film italiani in concorso quest’anno. Luca Guadagnino con “Queer”, Gianni Amelio con “Campo di battaglia”, e Fabio Grassadonia e Antonio Piazza con “Iddu (Sicilian Letters)” promettono di portare storie potenti e emozionanti. Maura Delpero presenta “Vermiglio”, mentre Giulia Louise Steigerwalt esplora le origini della famosa agenzia pornografica con “Diva Futura”.
Anteprima mondiale, fuori concorso, per la serie Sky Original “M. Il figlio del secolo”, dall’omonimo romanzo di Antonio Scurati vincitore del Premio Strega e bestseller internazionale, che racconta la nascita del fascismo in Italia e l’ascesa al potere di Benito Mussolini, interpretato da Luca Marinelli, già vincitore della Coppa Volpi a Venezia.
La serie, che al Lido di Venezia verrà mostrata in tutti i suoi otto episodi, è diretta da Joe Wright (L’ora più buia, Espiazione, Cyrano) e prodotta da Sky Studios e da Lorenzo Mieli per The Apartment, società del gruppo Fremantle, in co-produzione con Pathé, in associazione con Small Forward Productions, in collaborazione con Fremantle, CINECITTÀ S.p.A. e Sky, e verrà trasmessa nel 2025.
Infine, una conferma: è per il sesto anno di fila che l’illustratore e autore italiano Lorenzo Mattotti firma il manifesto ufficiale, che raffigura un Elefante in Laguna. «Cosa ci fa un Elefante in Laguna? Sicuramente è un’immagine inconsueta, inaspettata, ma che ci porta indietro con la memoria, quando, molti anni fa, un Elefante era arrivato a Venezia e si aggirava per le strette calli veneziane durante un famoso Carnevale della Biennale, quello del 1981… Questo Elefante ora attraversa la Laguna e percorre le vie della Fantasia, del Mistero e della Magia che si scopre nel Cinema. È lui stesso Memoria e anche Storia del Cinema: una festa, una parata, uno spettacolo! E questo speciale Elefante colorato ci ricorda anche l’Esotico, il Lontano, l’Oriente, uno sguardo verso altre civiltà, altre culture… Alla Biennale Cinema si sono sempre incontrati altri mondi, altri linguaggi, altri immaginari, che da 92 anni arrivano in laguna. Un Elefante che va verso Oriente, ma che ha la capacità di accogliere».

