Sono serviti settant’anni, ma finalmente è accaduto: per la prima volta nella storia dei David di Donatello, il premio per la Miglior Regia è stato vinto da una donna. Maura Delpero ha infranto il soffitto di cristallo del cinema italiano con Vermiglio, un film potente, visionario e profondo che ha conquistato ben sette statuette, tra cui Miglior Film e Miglior Sceneggiatura Originale.
Un trionfo che va oltre il merito tecnico: è politico, culturale, simbolico. «Lo dedico a tutte le donne che raccontano, resistono, creano», ha detto Delpero dal palco, segnando un momento epocale per la storia del nostro cinema.
E non era sola. L’edizione del 2025 è stata attraversata da una corrente creativa femminile senza precedenti. Margherita Vicario ha incantato con il suo esordio alla regia, Gloria!, vincendo come Miglior Regista Esordiente e portando a casa premi anche per la Miglior Canzone e la Migliore Composizione Musicale. Dal palco, con la sua energia travolgente, ha lanciato un messaggio diventato virale: «Investiamo più in arte, meno in armi».
Valeria Golino, con L’arte della gioia, ha restituito al pubblico un immaginario femminile forte, stratificato e spesso scomodo. Un’opera audace che ha lasciato il segno. A incarnarne la forza, due interpretazioni magistrali: Tecla Insolia, Miglior Attrice Protagonista, e Valeria Bruni Tedeschi, premiata come Non Protagonista. Due volti diversi della stessa storia, che ha saputo conquistare sia le sale che le piattaforme streaming, unendo pubblico e critica.
Anche il cinema del reale ha parlato al femminile: Francesca Mannocchi ha ricevuto il premio per il Miglior Documentario con Lirica Ucraina, un racconto toccante e rigoroso della guerra e della resistenza, filtrato attraverso la potenza evocativa dell’arte. Una testimonianza più che mai attuale.
Il David 2025 si è rivelato uno spartiacque. Per decenni, le donne sono rimaste ai margini della regia e delle decisioni creative. Non si tratta di cercare il sessismo ovunque, ma di osservare la realtà con lucidità: i numeri parlano chiaro, e per troppo tempo sono stati ignorati.
Oggi le donne non solo partecipano, ma guidano, creano, innovano. Stanno riscrivendo la storia, e l’augurio è che presto queste notizie non siano più considerate eccezionali, ma diventino semplicemente la norma.
«Qualcosa sta finalmente cambiando», ha detto Delpero sul palco. Che sia davvero l’inizio di un nuovo corso? Speriamo.
