Il Lido si prepara a riaccendere i riflettori. Tra pochi giorni prenderà il via l’83ª edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia , un festival capace ogni fine estate di trasformare la Laguna nel fulcro della cultura e del costume globale, tra red carpet affollati, proiezioni ed eventi interminabili che animano la Biennale.
In attesa di scoprire a chi andrà il massimo riconoscimento di Venezia83, ripercorriamo un decennio di storia del cinema straordinario.
Dieci film, dieci estati veneziane dal sapor internazionale, e dieci Leoni d’Oro che hanno lasciato, negli ultimi anni, un segno indelebile.
I vincitori
2025: Father Mother Sister Brother di Jim Jarmusch
L’edizione passata ha visto l’incoronazione di uno dei grandi maestri del cinema indipendente americano. Con la sua scrittura sottile e la consueta ironia malinconica, Jarmusch ha regalato un’opera in tre atti sulle incomprensioni familiari.
2024: La stanza accanto (The Room Next Door) di Pedro Almodóvar
Almodóvar ha conquistato il suo primo Leone d’Oro alla carriera d’autore con il suo primo lungometraggio interamente in lingua inglese, con protagoniste Tilda Swinton e Julianne Moore. Un’opera toccante e rigorosa sul tema dell’eutanasia e del profondo legame di amicizia tra due donne di fronte alla fine.
2023: Povere creature! (Poor Things) di Yorgos Lanthimos
L’opera visionaria e barocca del regista greco ha letteralmente travolto il Lido con la storia della rinascita surreale e potentissima di Bella Baxter, interpretata da una straordinaria Emma Stone.
2022: Tutta la bellezza e il dolore (All the Beauty and the Bloodshed) di Laura Poitras
Soltanto la seconda volta nella storia di Venezia che un documentario si aggiudica il Leone d’Oro. Il film intreccia la vita della fotografa Nan Goldin con la sua battaglia attivista contro la potente famiglia Sackler e l’epidemia da oppioidi negli USA.
2021: La scelta di Anne – L’Événement di Audrey Diwan
Tratto dal romanzo di Annie Ernaux, il film racconta con crudo realismo e straordinario rigore la lotta di una giovane studentessa nella Francia degli anni ’60 per abortire clandestinamente.
2020: Nomadland di Chloé Zhao
In un’edizione eroica, la prima in presenza dopo lo scoppio della pandemia globale, il film di Chloé Zhao con Frances McDormand ha conquistato il Lido prima di dominare gli Oscar. Una sinfonia malinconica sull’America degli invisibili e dei moderni nomadi in camper.
A causa delle restrizioni sui viaggi, né la regista né l’attrice poterono essere a Venezia, inviarono un video di ringraziamento registrato dentro il camper originale del film, con la McDormand che salutò la Laguna urlando un contagioso “Ciao Venezia!”.
2019: Joker di Todd Phillips
Una delle decisioni più audaci della storia della Mostra, premiare con il Leone d’Oro un film tratto da un fumetto pop, trasformato da Todd Phillips e Joaquin Phoenix in una tragedia esistenziale, sociopatica e paradossalmente filantropica, di rara potenza.
Alla premiere veneziana, Phoenix fu accolto da un’ovazione di oltre otto minuti, anche se l’attore, schivo come sempre, cercò quasi di sfuggire ai riflettori nascondendosi dietro al regista.
2018: Roma di Alfonso Cuarón
Un affresco nostalgico, intimo e struggente in un bianco e nero sublimato, girato da Cuarón sulla scorta dei suoi ricordi d’infanzia e incentrato sulla figura della collaboratrice domestica Cleo nella Città del Messico degli anni ’70.
Il trionfo di Roma segnò anche lo storico sdoganamento dei film prodotti dalle piattaforme streaming nei grandissimi festival internazionali, accendendo un dibattito critico infuocato che accompagnò tutta la Mostra.
2017: La forma dell’acqua – The Shape of Water di Guillermo del Toro
Una fiaba poetica e visionaria ambientata negli anni della Guerra Fredda, in cui una donna muta si innamora di una creatura anfibia anfibia prigioniera in un laboratorio governativo.
Quando ricevette il premio dalle mani della presidente Annette Bening, Guillermo del Toro rompi il protocollo con una dichiarazione d’amore pura: “Credo nella vita, nell’amore e nel cinema. Dedico questo premio a ogni regista latinoamericano che sogna di raccontare favole”.
2016: The Woman Who Left – La donna che se ne è andata di Lav Diaz
Un’opera imponente di quasi quattro ore in bianco e nero che indaga il tema della vendetta e del perdono nelle Filippine di fine Novecento, liberamente ispirata a un racconto di Lev Tolstoj.
2015: Ti guardo (Desde allá) di Lorenzo Vigas
Il primo film latinoamericano a vincere il Leone d’Oro.
Opera prima del regista venezuelano Lorenzo Vigas, il film è un dramma teso ed essenziale che esplora l’ossessione, il rifiuto e la solitudine nell’ambiente urbano complesso di Caracas, attraverso il rapporto tra un uomo maturo benestante e un giovane di strada.
La vittoria fu una vera sorpresa per la stampa accreditata: al momento dell’annuncio da parte del presidente di giuria Alfonso Cuarón, il regista Vigas fu colto da tale incredulità che impiegò diversi secondi prima di alzarsi dalla poltrona e salire sul palco della Sala Grande a ritirare il premio.
Ora, mentre il tappeto rosso torna a distendersi al Lido, la domanda si rinnova, chi sarà il nuovo Leone d’oro dell’83esima edizione del Festival del Cinema di Venezia?
