“L’uomo ricco d’astuzie raccontami, o Musa… “.
In questo caso nessuna Musa a narrarcelo, ma l’immensa interpretazione di Matt Damon, che davanti alla macchina da presa del regista britannico, ci restituisce in forma straordinaria il personaggio omerico/noliano, Ulisse.
Più che sul gigantismo visivo di Christopher Nolan, The Odyssey poggia, in gran parte, sul ruolo di Damon, capace di regalare una prova d’attore monumentale.
Non è una sorpresa per chi ne segue la carriera, ma vederlo toccare queste vette straordinarie ridefinisce i confini del suo talento.
L’attore non ha semplicemente vestito i panni di Odisseo; ha scavato dentro il mito per restituirci la carne, il sangue e, soprattutto, la decadenza dell’uomo, della bellezza, e di un’era.
Questo sodalizio artistico con Nolan non nasce oggi, ma si è consolidato nel tempo attraverso sfide sempre più complesse. Molti ricorderanno la prova in Interstellar, o quella memorabile in Oppenheimer, nei panni del pragmatico e spigoloso generale Leslie Groves; a conferma della totale sintonia tra l’attore e il regista.
Se in Oppenheimer, Damon incarnava il braccio destro del progresso militare, la mente che gestiva l’organizzazione della realizzazione della bomba atomica con lucido cinismo, in The Odyssey compie un percorso molto diverso. Passa dalla distruzione del mondo, al peso di una distruzione intima, e spirituale.
Il suo Ulisse non è il re fiero che espugna Troia con l’astuzia, ma un uomo svuotato, un “eroe vinto”.
Damon definisce, con la sua recitazione, i contorni di chi ha portato sulle spalle tutta la decadenza del mondo Antico. Un peso che crolla sotto i colpi del tempo e soprattutto della guerra. Il pubblico si trova davanti a un uomo spezzato, consapevole che la gloria del passato non può essere altro che cenere.
I ruoli prima di Ulisse
L’ultimo lavoro interpretativo di Matt Damon rappresenta l’apice di una carriera costellata da grandi momenti. Oltre alle collaborazioni con Nolan, da Groves all’astronauta traditore di Interstellar, l’attore ha dimostrado la sua versatilità con registi del calibro di Ridley Scott in The Martian o Martin Scorsese ne The Departed.
Ma c’è un filo rosso affascinante che lega questo Ulisse a uno dei suoi ruoli giovanili più iconici, Anthony Minghella e Il talento di Mr. Ripley. I cinefili più attenti noteranno una poetica ironia del destino, nel film del 1999, il giovane e ambiguo Tom Ripley stringeva tra le mani proprio una copia del libro di Omero. Ventisette anni dopo, quel libro si è trasformato in realtà, e quel ragazzo è diventato il re di Itaca.
Verso gli Oscar..
Ora, l’attenzione si sposta inevitabilmente sulla stagione dei premi. Una performance di questa portata, capace di unire la fisicità dell’azione alla più profonda introspezione psicologica, non può passare inosservata. La critica è concorde, l’ultimo ruolo di Matt Damon potrebbe portarlo dritto alla candidatura agli Oscar come miglior attore protagonista. C’è solo da attendere i prossimi mesi.
Trionfo di The Odyssey, quasi 1 miliardo di dollari al box office
Il verdetto del pubblico e del botteghino è stato immediato e travolgente, trasformando la pellicola in un instant cult globale. Giunta alla sua terza settimana nelle sale, l’opera titanica di Nolan continua ad addentrare le masse nei cinema, con un ulteriore bottino di 51 milioni di dollari nel weekend, la quota complessiva sfiora ormai l’incredibile traguardo dei 911 milioni di dollari worldwide, mettendo bene a fuoco il fatidico muro del miliardo.
Il successo di The Odyssey ha fatto da traino a un fine settimana storico per l’industria cinematografica che, complice anche il debutto del nuovo capitolo di Spider-Man (Brand New Day), ha registrato un incasso record di circa 430 milioni di dollari. Cifra che batte i precedenti primati storici stabiliti da kolossal come Avengers: Endgame(402 milioni), Avengers: Infinity War (314 milioni) e Star Wars: Il risveglio della Forza (313 milioni). Come evidenziato dagli esperti del settore, la contemporaneità di grandi franchise e di visioni d’autore ambiziose dimostra una rinnovata fame di grande cinema da parte degli spettatori.
Per Christopher Nolan si tratta di una consacrazione senza precedenti, il film si appresta a superare i traguardi commerciali dei suoi due capitoli dedicati al Cavaliere Oscuro, diventando a tutti gli effetti il maggior successo economico della sua carriera, con stime finali che gli analisti collocano tra gli 1,3 e gli 1,5 miliardi di dollari complessivi. Anche in Italia la resa è straordinaria: con oltre 37 milioni di euro già incassati, la pellicola siede all’undicesimo posto nella classifica dei film più visti di sempre, pronta a scavalcare Il re leone (2019) per fare il suo ingresso nella Top 10 storica.
