“Wonderwall”: una canzone, una storia, una parola grammaticalmente priva di senso logico, ma capace di uniformare un’epopea artistica memorabile e senza precedenti.
Un muro, fisico ed emotivo. Quello che per anni ha segnato la separazione dei fratelli Gallagher e, soprattutto, quello che proprio oggi divide i fan dai loro idoli; dietro le transenne del red carpet, dove la folla si è accalcata fin dalla notte scorsa, stretta in un’attesa scalpitante.
Ebbene sì, è arrivato il giorno degli Oasis alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. I sostenitori più determinati si sono sistemati fin dalle ore più piccole per incontrarli.
Il loro scopo, riuscire a strappare una foto, un video o anche un semplice cenno di saluto dai fratelli Liam e Noel.
Il gruppo britannico, formatosi a Manchester nel 1991, è atteso in giornata al Lido per il lancio del documentario Oasis: Don’t Look Back in Anger.
A testimoniare la profonda fedeltà verso la band, orde di seguaci giunte da diverse parti d’Italia.
Fan che rivendicano con grande orgoglio la propria appartenenza alla comunità dei Madferit, lo storico appellativo che identifica i supporter più sfegatati. Si tratta di una devozione totale, che li ha spinti a viaggiare in Europa per seguire la reunion dell’anno precedente, fino a questa Venezia83.
Le ore da trascorrere sul posto saranno ancora molte, ma la cosa non sembra preoccuparli, grazie alla bellissima atmosfera di condivisione che si respira al Lido in questi giorni.
Il documentario “Oasis: Don’t look back in Anger”
Oggi, 5 settembre, la kermesse veneziana si trasformerà in una vera arena rock per la presentazione in anteprima mondiale del documentario Oasis: Don’t Look Back in Anger, scritto da Steven Knight e diretto da Dylan Southern e Will Lovelace. In arrivo nelle sale dal 10 settembre.
Confermata dal direttore della Mostra del cinema, Alberto Barbera, la presenza dei fratelli Gallagher, che sfileranno sul red carpet per la premiere del doc che ripercorre la reunion del 2025.
Il film cattura il momento in cui gli Oasis hanno ricominciato a esistere come band dopo una pausa durata quindici anni.
E proprio dalle anticipazioni dei registi emerge uno dei dettagli più interessanti, le telecamere hanno registrato la prima volta in cui Liam e Noel sono tornati a lavorare insieme nella stessa stanza dopo circa 16 anni.
Esplora il profondo impatto emotivo di quello che è stato un autentico fenomeno culturale globale, indagando il significato della musica degli Oasis per generazioni di fan.
Dall’inizio delle riprese, niente abbracci commossi, grandi o riconciliazioni. Quando Liam è arrivato sul set, i due fratelli si sarebbero messi subito al lavoro, ripassando Wonderwall, Champagne Supernova, Live Forevere il resto della scaletta. “Sono i Gallagher, non Dawson’s Creek”, hanno riassunto i registi.
Una storia di separazione, a lieto fine
Il rapporto tra Liam e Noel Gallagher è il motore primario che ha alimentato il mito degli Oasis, un’alchimia esplosiva dove la massima tensione personale ha prodotto la vetta del Britpop.
Il loro legame non era soltanto un conflitto fraterno, ma uno scontro frontale tra due forze artistiche complementari, da un lato la precisione compositiva, la mente strategica e il talento autorale di Noel, dall’altro il carisma grottesco ed enfatico, la voce graffiante e l’attitudine senza filtri di Liam.
Questa costante frizione, alimentata da litigi leggendari, abbandoni del tour e uno stile di vita rock ‘n’ roll estremo, era la stessa energia che trasformava le loro esibizioni dal vivo in eventi irripetibili.
Album iconici come Definitely Maybe (1994) e (What’s the Story) Morning Glory? (1995) nascono proprio da questa dualità; le melodie nostalgiche di Noel trovavano perfetta incarnazione nella strafottenza espressiva di Liam.
L’equilibrio precario si è infine spezzato nel 2009 con la drammatica rottura nel backstage di Parigi. La frattura, durata oltre quindici anni tra frecciate mediatiche e carriere soliste separate, sembrava aver segnato la fine definitiva della band. Tuttavia, quando ogni speranza pareva perduta, nell’estate del 2025 i Gallagher hanno sorpreso il mondo annunciando il loro clamoroso ricongiungimento.
Il tour stadi Live ’25 ha registrato il tutto esaurito a tempo record, riportando sul palco la potenza travolgente delle loro canzoni.
A suggellare questo ritrovato equilibrio umano e artistico è arrivato il capitolo finale, la presentazione Fuori Concorso all’83ª Mostra del Cinema di Venezia del documentario Oasis: Don’t Look Back in Anger, che potrebbe proporsi come un vero e proprio atto di riconciliazione.
Insomma, il cammino torbido e surreale degli Oasis trova così il suo lieto fine. Una storia finita, infinita, destinata a non chiudersi mai.
Forse, il monito più giusto per i fratelli Gallagher proviene esattamente da loro stessi, dalla loro musica: “non guardare indietro con rabbia”, (Don’t look back in anger).
