Pa-ra-rà. Parappa-papparà, parappa! Pronti?
Il Festival di Sanremo 2026 si preannuncia come un’edizione di “restaurazione dinamica”.
Dopo l’era dei record firmata Amadeus, Carlo Conti torna al timone per la sua quinta volta complessiva, portando con sé un’impronta che mescola il rigore della kermesse classica a una spiccata curiosità per le contaminazioni contemporanee.
Ecco cosa dobbiamo aspettarci dalla 76ª edizione, tra conferme istituzionali, novità nel regolamento e una serata dei duetti che promette di essere tra le più eclettiche di sempre.
Conti, Pausini e il fattore internazionale
La vera notizia dell’anno è la presenza fissa di Laura Pausini come co-conduttrice per tutte e cinque le serate.
Non è solo un ritorno a casa per la cantante, che proprio su quel palco iniziò la sua ascesa mondiale nel 1993, ma un segnale chiaro, Sanremo 2026 vuole parlare al mondo.
Accanto alla coppia fissa, Carlo Conti ha scelto una rotazione di volti che strizzano l’occhio a diverse generazioni; durante la prima serata ci sarà l’attore turco Can Yaman, per un debutto dal sapore internazionale, la seconda serata ci sarà Achille Lauro con la sua carismatica imprevidibilità, e per la terza serata è prevista la travolgente comicità di Lillo.
Il Regolamento
Conti ha già annunciato e confermato di voler asciugare i tempi, insomma meno chiacchiere e più musica, con l’obiettivo di non chiudere mai oltre l’una di notte.
Tra gli aspetti più interessanti senz’altro troviamo la top 5 in finale.
Anche quest’anno la finalissima vedrà i primi 5 classificati sfidarsi in un’ultima votazione che azzererà i punteggi precedenti.
Le nuove proposte saranno separate; il ritorno della gara dedicata ai giovani con una finale specifica, sarà finalizzata, a dare loro lo spazio che meritano senza essere messi in ombra dai Big.
I Duetti
La serata del venerdì (27 febbraio) è, come sempre, il cuore pulsante del Festival.
L’elenco dei duetti ufficiali svela una strategia precisa, quella di unire pilastri della musica italiana a icone pop e volti televisivi inaspettati.
Uno dei duetti che sta già facendo discutere è quello di Fedez e Marco Masini, che insieme al violoncellista Stjepan Hauser interpreteranno “Meravigliosa creatura” di Gianna Nannini. Un incontro tra mondi apparentemente opposti che incarna perfettamente lo spirito di questa edizione.
Grande attesa anche per l’effetto nostalgia e divertimento, Elettra Lamborghini porterà le Las Ketchup per una versione 2026 di “Aserejé”, mentre le Bambole di Pezza canteranno “Occhi di gatto” insieme all’originale Cristina D’Avena.
A spiccare di raffinatezza e sperimentazione avremo Malika Ayane con Claudio Santamaria in un omaggio a Mina, con “Mi sei scoppiato dentro al cuore”, Michele Bravi insieme alla leggendaria Fiorella Mannoia con “Domani è un altro giorno”, e Levante con Gaia per una versione tutta al femminile di “I maschi”.
Ma i “crossover” sorprendenti saranno, Fulminacci che duetterà con Francesca Fagnani sulle note di “Parole parole”, Samurai Jay che porterà sul palco Belén Rodríguez e Roy Paci per “Baila morena”.
Carlo Conti e il “suo” Festival per tutti
Sanremo 2026 sarà un Festival di equilibrio.
Da una parte la solidità di Carlo Conti, che garantisce uno show pulito e armonico; dall’altra la voglia di non restare indietro rispetto alla rivoluzione fluida degli ultimi anni.
Con Max Pezzali ospite fisso sulla nave (la Costa Toscana) a trasformare ogni sera la costa ligure in un immenso karaoke generazionale, e la presenza di Laura Pausini a nobilitare il palco dell’Ariston, la sensazione è quella di un evento che vuole celebrare l’orgoglio della musica italiana, nel pieno della leggerezza. Aspettiamoci una gara molto combattuta.
Con 30 Big, la selezione di Conti ha cercato di coprire ogni nicchia, dal rap crudo di Nayt al pop d’autore di Patty Pravo, fino all’urban napoletano di Sal Da Vinci.
Sarà un Sanremo che proverà a mettere d’accordo tutti, dai “boomer” nostalgici alla “Gen Z” che vivrà il Festival attraverso i meme e il FantaSanremo.
