«Sarò la tua voce», una promessa che Serena Brancale ha fatto sei anni fa alla madre scomparsa, e che oggi risuona come una profezia. Quel post su Instagram del 2020, scritto nel momento più buio, sembra solo attendere di essere coronato dal “leone rampante”.
“Anima e core” cantava l’anno scorso dal palco dell’Ariston, e anche quest’anno pare che l’anima e il cuore della cantante barese siano stati riconfermati, con ancora più intensità.
C’è un momento preciso, durante la prima serata del Festival di Sanremo 2026, in cui l’aria nel Teatro Ariston è sembrata farsi più sacrale, intensa, emotiva.
È successo quando Serena Brancale, ha deciso di spogliarsi di ogni sovrastruttura funk-pop.
Niente ritmi spezzati alla “Baccalà”, niente colori sgargianti o loop station. Solo lei, un’eleganza sobria e una voce che è diventata l’unico ponte tra il palco e il cielo.
Con il brano “Qui con me”, la Brancale non ha solo presentato una canzone, ha aperto un varco verso la sua parte più fragile, quella dedicata alla madre scomparsa, trasformando il dolore intimo in un inno universale che l’ha proiettata istantaneamente nel ruolo di super favorita per la vittoria finale.
Dopo il successo travolgente dei suoi esperimenti virali e la partecipazione dello scorso anno con Anema e Core, molti si aspettavano che Serena cavalcasse l’onda del groove. Invece, la cantautrice ha scelto la strada del coraggio.
“Qui con me” è una ballad dal respiro quasi cinematografico, una lettera scritta a sei anni di distanza dalla perdita della madre, figura centrale non solo nella sua vita affettiva ma anche nella sua formazione artistica.
Il testo è una confessione sussurrata: «E ti parlo come se mi stessi accanto. Due gocce d’acqua non si perdono nel mare mai».
In queste parole risiede il cuore del brano, l’idea che il legame madre-figlia superi la barriera biologica per farsi presenza costante.
Una metamorfosi artistica, accanto alla sorella Nicole
La critica è unanime.
Serena Brancale è arrivata a Sanremo 2026 con una consapevolezza nuova. Se nelle partecipazioni precedenti aveva mostrato i muscoli di una tecnica vocale fuori dal comune, oggi quella tecnica è messa totalmente al servizio del messaggio.
La scelta scenica di rimanere immobile, quasi ieratica, per lasciare che sia solo la voce ad avvicinarsi al microfono, ha segnato un distacco netto dai tormentoni estivi.
A sostenerla in questo viaggio c’è anche la sorella Nicole, definita dall’artista il suo “portafortuna” e l’unico sguardo capace di rassicurarla mentre racconta una storia così intima.
È una Serena che torna alle origini, con i capelli castani e un approccio che ricorda le grandi interpreti della musica d’autore italiana, pur mantenendo quelle sfumature soul che la rendono unica.
Una vittoria annunciata?
Sanremo è, per definizione, lo specchio dei sentimenti popolari italiani, e quest’anno sembra voler premiare l’autenticità. La serata dei duetti, in cui Serena interpreterà l’intramontabile Bésame mucho insieme alla star internazionale Gregory Porter e alla collega Delia, promette di essere il colpo di grazia per la concorrenza, ribadendo la sua caratura internazionale e la sua versatilità.
Insomma, pare che l’Ariston abbia già scelto la sua regina. E lei, con la semplicità di chi ha finalmente trovato la pace nel ricordo, sembra pronta a prendersi tutto, sussurrando al microfono che, in fondo, non è mai stata sola su quel palco.
