In pieno stato di grazia e soprattutto da protagonista.
Così, ad oggi, si mostra Anna Ferzetti.
Nel panorama del cinema italiano contemporaneo, lei rappresenta senz’altro la sintesi tra rigore classico e modernità.
Dotata di una presenza scenica che restituisce grazia naturale, la Ferzetti è riuscita in un’impresa molto intima, onorare un cognome che ha fatto la storia del cinema mondiale, costruendo, al contempo, un’identità artistica del tutto autonoma.
All’ombra del padre, Gabriele Ferzetti
Per comprendere appieno l’anima artistica di Anna, è necessario partire dalle sue radici.
Figlia di Gabriele Ferzetti, uno degli attori più iconici del Novecento, indimenticabile protagonista per Michelangelo Antonioni in L’avventura e volto leggendario del cinema di Sergio Leone, l’attrice è cresciuta respirando l’aria dei set e dei teatri.
Tuttavia, il rapporto con il padre non è mai stato semplice. Al contrario, Gabriele è stato per lei un maestro di rigidissima disciplina ed etica del lavoro.
Anna ha spesso descritto il loro legame come un mix di profondo affetto e rispetto reverenziale. Il padre, uomo di una bellezza aristocratica e di una serietà professionale ferrea, non le ha regalato la carriera, ma le ha trasmesso la consapevolezza dello studio.
La stessa attrice ha dichiarato per Vanity Fair: “Papà è stato un uomo un po’ complesso. Lui era spesso in tournée, per permetterci tante cose, a me e a mia madre, come la scuola privata tedesca: è stato un grandissimo lavoratore. Amava il suo lavoro e questa dedizione me l’ha trasmessa. Ma era un uomo del ’25, era stato in guerra, era uno che non riusciva a esternare sentimenti ed esprimere affetto, era chiuso. Mi sarebbe piaciuto avere più tempo con lui per conoscerlo meglio”.
Crescere sotto lo sguardo di un gigante del cinema le ha imposto una ricerca di metodo e perfezione che sono diventati il suo elemento peculiare.
La sua “gavetta” è stata silenziosa e metodica, lontana dai clamori mediatici, focalizzata sulla costruzione di una tecnica solida che le permettesse di reggere il confronto con un’eredità così pesante senza mai restarne schiacciata.
Una carriera costruita per “sottrazione”
Dopo gli studi a Roma e diverse esperienze all’estero, ha iniziato a popolare il piccolo e il grande schermo con ruoli che ne hanno messo in luce la sua versatilità. Dalla commedia brillante alla drammaturgia più cupa, la sua cifra stilistica è sempre stata la sottrazione.
Il grande pubblico ha avuto modo di conoscerla soprattutto nella serie cult “Una mamma imperfetta”, dove ha mostrato un tempo comico perfetto, ma è nel cinema d’autore che ha trovato la sua dimensione più profonda.
Le candidature ai David di Donatello e ai Nastri D’Argento per “Domani è un altro giorno” hanno sancito ufficialmente il suo ingresso nello spazio delle grandi interpreti italiane.
Il rapporto con il marito Pierfrancesco Favino
La sua vita privata, segnata dal lungo legame con Pierfrancesco Favino, è sempre stata gestita con un profilo bassissimo, preferendo far parlare il lavoro. Questa discrezione ha alimentato un’aura di mistero e professionalità che l’ha resa la candidata ideale per le visioni dei registi più esigenti.
La svolta con “La Grazia” di Paolo Sorrentino
L’ultimo, fondamentale tassello della sua carriera è rappresentato dalla collaborazione con il Premio Oscar Paolo Sorrentino nel suo nuovo film, “La Grazia”.
Entrare nell’universo sorrentiniano significa, per un attore, accettare di diventare parte di un quadro, di una visione estetica dove l’umano si fonde con il sacro e con l’onirismo sublime.
In questo film, Anna Ferzetti ricopre un ruolo di straordinaria intensità. La sua interpretazione, nei panni di Dorotea, la figlia del Presidente della Repubblica Mariano De Santis (Toni Servillo), è stata restituita come un punto di equilibrio perfetto.
Lavorare a “La Grazia” ha rappresentato per Anna una sorta di chiusura del cerchio.
Se il padre Gabriele era stato l’attore dell’incomunicabilità per Antonioni, Anna è diventata, sotto la direzione di Sorrentino, l’interprete della complessità moderna. Sul set, l’attrice ha saputo navigare tra le delineate richieste estetiche del regista, che hanno reso il suo personaggio, tra i più interessanti che lei abbia mai interpretato.
In conclusione
Oggi, Anna Ferzetti guarda al futuro con la serenità di chi ha trovato il proprio posto nel mondo.
Il suo rapporto con il padre, scomparso nel 2015, si è trasformato in un dialogo silenzioso che continua attraverso il cinema.
La sua carriera è la dimostrazione che il talento, se coltivato con umiltà e pazienza, può superare qualsiasi pregiudizio legato al nome che si porta. Inoltre con “La Grazia”, Anna ha dimostrato di essere pronta per qualsiasi tipo di sfida, portando con sé quell’eleganza senza tempo che è, in fondo, la vera eredità dei Ferzetti.
