Artista di fama internazionale e massimo campione di versatilità, Jude Law è capace di interpretare chiunque. Dalla scena pop romantica a quella del thriller-politico, in tutti questi anni, l’attore britannico ha dato dimostrazione di essere un performer a 360 gradi.
Ed è proprio in questi ultimi giorni, in occasione dell’82esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, che ne ha dato prova ulteriore; spogliatosi dell’abito talare di Lenny Belardo, il Papa cinico e spietato di Paolo Sorrentino, lo rivediamo al Lido, ma questa volta in veste di Vladimir Putin nel film Il mago del Cremlino di Olivier Assyas, in concorso a Venezia82.
Con charme, ironia e divismo inglese, Jude Law è “mago” anche sul tappeto rosso. Per lui uno spezzato con pantaloni neri, una giacca bianca a doppio petto e un papillon. Smagliante ed elegantissimo, si è concesso ai fan firmando autografi e posando per moltissimi scatti prima di raggiungere la Sala Grande per la proiezione ufficiale del film che lo ha visto protagonista.
Di cosa parla “Il mago del Cremlino”?
È la storia di Vadim Baranov, (adattamento dell’omonimo best seller di Giuliano da Empoli), perfettamente interpretato dallo stakanovista Paul Dano, un ex artista esperto in comunicazione televisiva che diventa il braccio destro di Putin e lo spin doctor brillante della nuova Russia. Ci troviamo catapultati nei primi anni Novanta, e il regista punta a incalzare su la brama di esistenza e di potere, successivamente al crollo dell’Urss.
Tutto diventa improvvisamente lecito, pur di ottenere la gloria, compresa la compravendita delle opposizioni, (in una delle scene più belle e simboliche del film). Nel cast anche Alicia Vikander, interpreta la donna di Baranov, l’artista Ksenia, uno spirito libero e un personaggio complesso, dalle mille sfumature controverse.
Jude Law senza paura
In conferenza stampa, l’attore si mostra impunito e senza paura. Law ha spiegato che una delle sfide che ha dovuto affrontare è stata quella di interpretare un personaggio oscuro, la cui immagine pubblica strettamente controllata rivela ben poco dell’uomo che si cela dietro di essa, e al tempo stesso dichiara ‘di non temere ripercussioni’ per aver recitato (con una certa ironia) il tiranno russo: “Ripercussioni? Non ne ho alcuna paura. Mi sono messo nelle mani di Olivier per raccontare senza polemiche un personaggio all’interno di una storia molto più grande.
Il difficile è stato rappresentare il suo volto pubblico da cui non trapela nulla, e mostrare comunque emozioni. Ho dovuto adottare una recitazione interiore”, e poi dall’alto della sua immancabile ironia, ha aggiunto: “C’è un lato positivo però in tutto questo, Ho imparato il judo”. È risaputo infatti che Vladimir Putin è un judoka di livello avanzato, avendo iniziato a praticarlo in adolescenza raggiungendo obiettivi ragguardevoli come l’8° dan.
(foto di Andrea Savoia)
