Certe serate hanno il sapore del cinema, il ritmo della televisione migliore e l’eleganza senza tempo di Napoli. È successo ancora una volta al Teatro San Carlo, dove la sesta edizione dei Nastri d’Argento Grandi Serie ha celebrato il momento d’oro della serialità italiana tra standing ovation, grandi ritorni e un ospite a sorpresa che ha infiammato il pubblico: Can Yaman.
L’attore internazionale, attesissimo protagonista del nuovo Sandokan, è apparso a sorpresa sul palco del San Carlo trasformando il finale della serata in un vero evento pop. Flash, applausi e fan in delirio per una presenza che conferma quanto la serialità italiana sia oggi sempre più internazionale.
Ma la notte dei Nastri è stata soprattutto una celebrazione del racconto seriale italiano, capace di mescolare qualità autoriale, intrattenimento e identità culturale.
Tra i titoli premiati, trionfa come Migliore Commedia Call My Agent – Italia 3, mentre Prima di noi conquista il riconoscimento per il miglior drama. Atmosfere dark e tensione narrativa premiano invece Il Mostro come miglior crime e Il Falsario come miglior film tv. Successo assoluto per La Preside, il progetto ideato da Luca Zingaretti e diretto da Luca Miniero, che porta a casa il titolo di miglior dramedy e diventa anche la serie più votata dai giornalisti cinematografici.
Uno dei momenti più intensi della serata arriva con il riconoscimento a Portobello di Marco Bellocchio, designata “Serie dell’anno”. Un’opera che riporta al centro della memoria collettiva il caso Enzo Tortora, trasformando una ferita della storia italiana in un racconto potente e necessario. Sul palco, accanto a Bellocchio, il protagonista Fabrizio Gifuni e gran parte del cast creativo e artistico della serie.
Applausi anche per gli interpreti più amati della stagione: Carolina Crescentini vince per Mrs Playmen, Luca Argentero per Avvocato Ligas, mentre Benedetta Porcaroli e Corrado Guzzanti conquistano i premi per i ruoli non protagonisti.
Tra i premi speciali, emoziona il riconoscimento a Luisa Ranieri per il talento e l’impegno civile portati in La Preside. Standing ovation per Carlo Verdone, premiato come Personaggio dell’anno, e per Lino Guanciale, celebrato come volto iconico della serialità italiana contemporanea.
La scrittura resta protagonista grazie all’omaggio a Maurizio de Giovanni e al Nastro SIAE assegnato a Ilaria Macchia, autrice capace di attraversare cinema e serie tv con una voce intensa e contemporanea.
Spazio anche alle nuove generazioni con i premi a Lea Gavino e Romano Reggiani, mentre Carmine Recano viene celebrato per il suo ruolo in Noi del rione Sanità.
E poi il gran finale, tutto cuore e memoria televisiva: il tributo a Un posto al sole, che compie trent’anni, e a Il Paradiso delle Signore, da dieci stagioni simbolo dell’immaginario daily italiano. Due mondi diversi, uniti dalla capacità di entrare ogni giorno nelle case degli italiani.
Tra glamour, racconto civile e grandi emozioni, i Nastri d’Argento Grandi Serie 2026 confermano una verità ormai evidente: la serialità italiana non è mai stata così viva, ambiziosa e internazionale.
