“Uè Napoli!” Così Zoe Saldana, attrice premio Oscar, ha deciso di omaggiare l’Italia, e in particolar modo la città partenopea.
La regina indiscussa del box office mondiale grazie a saghe epiche come Avatar, Guardiani della Galassia e Star Trek, ha scelto, insieme alla famiglia, il capoluogo campano per concedersi una pausa di rigenerazione, proprio nei giorni in cui l’industria cinematografica mondiale è concentrata sulla Croisette.
Ma non si tratta di una fuga dalla realtà, bensì di un ritorno alle origini, (sia per lei che per il marito) , che hanno deciso di celebrare un momento professionale storico e irripetibile lontano dal caos dei riflettori tradizionali, immergendosi nella bellezza viscerale e travolgente di una Napoli mai così viva e culturalmente stimolante.
Zoe non ha mai nascosto il suo amore per l’Italia, testimoniato anche dalla scelta del marito Marco, di prendere il cognome di lei al momento del matrimonio nel 2013.
Durante la permanenza nel capoluogo campano, la famiglia Saldana-Perego ha visitato il Centro Storico e la Sanità, dal Palazzo dello Spagnolo ai Quartieri. Immancabile, poi, una tappa a piazza Plebiscito e, naturalmente, al murale di Maradona.
Marco Perego, un record storico a Cannes
Mentre Zoe Saldaña si lascia rapire dalle meraviglie napoletane, il nome di suo marito risuona al Festival di Cannes, dove si sta consumando un vero e proprio miracolo produttivo.
Perego ha infatti stabilito un primato assoluto nella storia di uno dei festival cinematografici più prestigiosi del mondo, è il primo produttore a presentare ben quattro pellicole nella stessa edizione, di cui ben tre selezionate nel blindatissimo e ambitissimo Concorso Principale per la Palma d’Oro, e una nella prestigiosa vetrina della Quinzaine des Cinéastes.
Un risultato che definire straordinario è riduttivo.
Per un produttore indipendente, riuscire a piazzare anche un solo film all’interno della selezione ufficiale di Cannes rappresenta il traguardo di una carriera.
I quattro progetti di Marco Perego
I quattro progetti che portano la firma produttiva di Marco Perego a Cannes compongono un mosaico straordinario, che spazia tra generi, geografie e culture diverse, unendo registi cult del cinema mondiale e cast stellari.
Il titolo che sta attirando la maggiore attenzione mediatica è senza dubbio Paper Tiger, diretto dal maestro del cinema americano James Gray.
Il film vanta un cast eccezionale guidato da Scarlett Johansson, Adam Driver e Miles Teller, e si preannuncia come uno dei drammi più intensi e visivamente magnetici della stagione.
Accanto alla pellicola di Gray, Perego ha scommesso sul ritorno dietro la macchina da presa del regista russo Andrey Zvyagintsev con Minotaur, un’opera densa e complessa, carica di quella tensione filosofica e sociale che ha reso il regista di Leviathan uno dei prediletti della critica internazionale.
A completare la tripletta in concorso c’è Fjord, firmato dal pluripremiato regista rumeno Cristian Mungiu (già vincitore della Palma d’Oro).
Ambientato nei suggestivi e freddi paesaggi norvegesi, il film esplora i conflitti etici e religiosi di una comunità contemporanea attraverso le interpretazioni magistrali di Sebastian Stan e Renate Reinsve.
Non meno importante è la presenza nella sezione Quinzaine des Cinéastes di Butterfly Jam, l’atteso ritorno alla regia del giovane talento Kantemir Balagov. Prodotto da Perego, il film unisce star del calibro di Barry Keoghan e Riley Keough in un racconto potente e viscerale, confermando la capacità del produttore italiano di intercettare le voci più innovative del cinema contemporaneo.
